Cronache dal secolo scorso: Maggio 1992

By Glen Carrie From Unsplash

Mese di Maggio che regala ritorni da primi della classe e pochi esordi, il raccolto è ancora all’inizio, sperando nel mese prossimo per riempire di primizie gli scaffali dei vinili.

Apriamo la prima settimana di racconto con al numero 1 il grande ritorno dei The Cure con il nuovo Wish. Lavoro questo dalle alte aspettative visto il successo del precedente in studio Disintegration. Pur con delle sonorità meno crepuscolari e rarefatte, forti anche di una certa stabilità nella lineup, il gruppo lnglese da alle stampe un lavoro ben riuscito capace di ottenere anche un ottimo secondo posto nella chart di Billboard. Grande riscontro commerciale, il loro lavoro di maggiori vendite, e singoli di una immediatezza ma allo stesso tempo di una qualità molto elevata, esempi? Dalla melodiosa High, alla più frivola ma irresistibile Friday I’m in love, dalla scorbutica e tiratissima Cut, alla poetica e intima A letter to Elise. Brividi e piacevoli ricordi per un grande ritorno. Come annunciato all’inizio, grandi ritorni, come questo dei The Cure, ma poche novità degne di nota, infatti questa prima settimana prosegue con la raccolta dei Foreigner, che racchiude i singoli tra il 1972 ed i 1992, nella quale spiccano hit come I want to know what love is, Double vision e Waiting for a girl like you. Altra uscita è i nuovo della formazione tutta femminile delle L7, che con il nuovo Bricks are Heavy, propongono un lavoro dalle sonorità più dure e “sporche” rispetto a quanto prodotto fino ad allora. Trainato da singoli come Pretend we’re dead e la “compatta” Monster riscuotono un discreto successo che le porta fino al gradino 24.

Second settimana che ci porta a scoprire la raccolta dei Sister of Mercy, intitolata “Some Girls Wander by Mistake“. Raccolta questa che propone al suo interno brani come la cover dei Rolling Stones Gimme Shelter,e ovviamente la celeberrima Temple of love. Buon riscontro di vendite per la band Inglese, che li porterà ad occupare il gradino numero 5 della UK Chart. Posizione numero 28 per gli XTC con il loro nuovo “Nonsuch“. Album doppio, il terzo per la band, che arriva dopo “Oranges & Lemons” rilasciato nel 1989. Lavoro definito il più oscuro e politico del gruppo, per via dei testi che tra tematiche legate all’ amore e all’umanità, finisce per toccare forzatamente anche temi come la guerra del golfo. Grande successo di critica, che candida il disco ai Grammy del 1993 come miglior album di musica alternativa. Per i singoli vedere brani come The disappointed, che raggiunge la posizione 33 e l’ ottima The ballad of Peter Pumpkinhead, addirittura numero 1 della Singles Chart. Un gradino sotto, il 29 per il ritorno di Nick Cave e dei suon Bad Seeds, con “Henry’s Dream“. Lavoro molto influenzato dagli anni in cui Cave ha vissuto in Brasile, ispirato da mendicanti, gente di strada, e sante cristiane. Grande considerazione da parte della critica, che elogia il grande talento dei Seeds di sonare musica raffinata ma aggressiva e feroce, ed i testi che parlano di vita, lussuria, amore e morte. Il giornale New Musica Express lo ha inserito al numero 5 della sua classifica dei migliori album del 1992, mentre Vox alla 14. Il singolo Loom of the land invece è stato definito dal giornalista di AllMusic Ned Raggett, come una delle migliori canzoni di Cave di sempre.

Terza settimana priva di uscite da segnalare, e quindi ce ne andiamo dritti alla quarta, dove in vetta troviamo gli Iron Maiden con “Fear Of The Dark“, nono album in studio per la band Inglese, che vedrà l’uscita dal gruppo del vocalist Bruce Dickinson dopo questo lavoro. Album questo, il primo doppio, che vede dei miglioramenti rispetto al precedente “No Prayer For the dying“ma che è ben lontano dalle vette degli anni ’80. Testi che toccano tematiche come l’amore, l’immancabile guerra del golfo, teppismo calcistico (Weekend Warrior) e l’aids, il brano Fear is the key infatti, è stato concepito dopo la notizia della morte di Freddie Mercury, e lo stesso Dickinson si è scagliato contro il mondo dell’informazione, in quanto colpevole secondo lui, di dare poco spazio al problema e di farlo venire a galla solo quando qualcuno di importante ci rimette la vita. L’album è stato recensito in modi diversi dai giornali del tempo, ma tra chi apprezzava la ricerca di migliorarsi rispetto al lavoro precedente, e chi invece sottolineava l’ ormai scarsa vena compositiva, è stato lo stesso capace di arrivare a vendere molte copie sia in madre patria che nel nord America e in vari mercati europei. Per i singoli bisogna far riferimento alla title track, alla ballad Wasting love, e alla sperimentale e tendente al trash Be quick or be dead. Gradino numero 2 per i Black Crowes con il loro secondo lavoro “Southern Harmony and Musical Companion”. Lavoro capace di conquistare anche la vetta di Billboard 200, e di vendere molto bene in tutti i mercati europei, dotato di un suono molto verace ed asciutto, presenta come momenti migliori i brani Sting me e Remedy.

Ultima settimana che non presenta grosse uscite e per quelle poche che possiamo registrare non molto in argomento con la linea editoriale di questo blog. L’occasione però ci è utile, per capire meglio come la musica, anche quella alternativa e più estrema, abbia fatto capolino nelle classifiche più importanti; anche se non nei gradini più alti, band definite Metal, Trash, o più semplicemente, ma erroneamente secondo chi scrive , alternative, siano riuscite ad avere visibilità anche e non solo su canali tematici. In un mondo dominato da MTV e dai video commerciali in Heavy Rotation, trovare su una rivista nomi del calibro di Testament o Napalm Death, come in questo Maggio, rendeva meglio l’idea anche a chi non ascoltava un certo genere, di come anche musica più di nicchia era pronta per essere fruita in modo più semplice. Era come un attestato di presa coscienza dell’ esistenza di band dal background e dalla produzione diversa rispetto a quelle commerciali propinate dalla TV. Abbiamo raccontato nei mesi scorsi di band come i Pantera o come i Metallica siano entrati di prepotenza nelle top chart di mezzo mondo, ultimo esempio la prima posizione per gli Iron Maiden appena incontrata. Ecco, la presenza di formazioni ancora più estreme e “dure”, ci da dei forti indizi di come e da dove provenga un certo crossover che prenderà piede qualche anno dopo e che vi racconterò tra qualche tempo.

Qui c’è la consueta Playlist di Spotify e come sempre buone degustazioni sonore, al mese prossimo.

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