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Cronache dal secolo scorso: Settembre 1991

By Maddi Bazzocco From Unplash

Ripartito il mercato discografico, questo mese ci aspettano una serie di novità per tutti i gusti, tra graditi ritorni ed esordi in chiaro scuro, un mese dove scegliere cosa ascoltare sarà la cosa più naturale che ci possa capitare.

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Cronache dal secolo scorso: Luglio- Agosto 1991

By Maddi Bazzocco From Unsplash

Articolo bimestrale questo, dove nonostante le poche uscite discografiche, faremo comunque un resoconto dei dischi pubblicati fino all’ esodo estivo, quando una volta anche il mercato discografico si prendeva una meritata pausa.

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Suoni e Dintorni : Centuries Of Sound

“ Sono un pluripremiato creatore di paesaggi sonori audio, mixtape e collage sonori che trasportano l’ascoltatore in un tempo e in un luogo diversi.” Con queste parole, James Errington, podcaster, presentatore radio e non ultimo Centre Director del Cambridge Centre Of Languages Limited, si presenta al pubblico ed illustra ciò di cui potemmo fruire, ascoltando il podscast, oppure andando sul sito Centuries Of Sound.

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Cronache dal secolo scorso: Giugno 1991

By Maddi Bazzocco from Unsplash

È passato un mese caldo, per certi versi lento; un mese che spalanca le porte all’ estate, ed apre le braccia alle novità musicali che portano un po’ di freschezza ed allietano le nostre lunghe ed assolate giornate

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Cronache dal secolo scorso: Maggio 1991

Dischi di esordio, graditi ritorni e qualche flop, tutto questo ci aspettava nel Maggio di trent’anni fa.

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Cronache dal secolo scorso: Aprile 1991

Il quarto mese dell’anno porta con se alcune conferme, diverse novità ed un disco che ha segnato il suono dell’intero decennio.

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La Canzone Di Marinella

By ninamasina.blogspot.com

Questa di Marinella è la storia vera

Che scivolò nel fiume a primavera

Ma il vento che la vide così bella

Dal fiume la portò sopra una stella…

Quella che raccontiamo oggi è la storia di una canzone, canzone del 1964, una delle più note di Fabrizio De Andrè, La Canzone di Marinella. Ma non raccontiamo la storia messa in musica, non quella descritta in quel modo così poetico dal cantautore genovese; quella che andiamo a raccontare oggi è la vera storia di una bambina come tante, cresciuta troppo in fretta, nel modo sbagliato, nei tempi sbagliati, che ha vissuto come non avrebbe mai voluto, ed è morta a soli 33 anni, ritrovata in un fiume vicino Milano.

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Cronache dal secolo scorso: Marzo 1991

Ebbene sì, Marzo è passato, la primavera è arrivata, ed oltre ai fiori ed alle primizie, sono sbocciati molti dischi che ci accompagneranno fino all’ estate. Il colore di molti , è quello dei caldi pastelli o delle morbide tempere, mentre invece quello di alcuni altri lo si può ricercare nella parte di tavolozza dei colori più freddi e più scuri, ma comunque sempre giusti per deliziare le nostre orecchie. È stato una Marzo dalle molte sfumature e di una vasta gamma di umori.

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Cronache dal secolo scorso: Febbraio 1991

Ci eravamo lasciati il mese scorso con la classifica ancora dominata dai dischi usciti nel 1990, ma le cose stanno per cambiare, scopriamo cosa è accaduto nel mese appena passato.

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Little Bear

Un Sottile Tormento Interiore

Sulle doti compositive e sul modo molto creativo di fare musica dei Guillemots avremo modo di parlarne più avanti, anche se è un argomento discusso da molti. Abbiamo ascoltato brani con una macchina da scrivere come parte integrante della sezione ritmica, abbiamo assistito a concerti dove la voce non era supportata, per scelta dal microfono, ovviamente al chiuso, composizioni lunghe 14 e passa minuti, l’estro quindi nella band è di casa.

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Cronache dal secolo scorso: Gennaio 1991

Gli anni ‘80 sono finiti, il 1990 è appena passato, ed il 1991 sarà l’ anno che ci proietterà nel futuro, ci porterà il fenomeno Grunge, il rock inizierà la sua contaminazione con altri generi, e dalla Scandinavia un’ ondata di gruppi estremi farà breccia nelle orecchie dei giovani e negli anni successivi macchierà di sangue gli articoli di cronaca nera.

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Work In Progress

Andreas Brücker by Unsplash

La foto sopra è molto esplicativa di quanto è accaduto e sta accadendo all’ interno del blog. Appunti, ricerche, nuove idee hanno preso forma nel periodo delle festività. Un altro anno si è chiuso, ed il nuovo porterà l’ adozione di un nuovo calendario editoriale, così da regolare con un flusso più lineare i post. Verrà introdotto un nuovo argomento, a cadenza mensile, un riassunto di ciò che è accaduto in quel periodo negli anni passati. Si partirà da Gennaio 1991, e si analizzerà così quello che io credo sia stato l’ ultimo decennio dove sia accaduto qualcosa di interessante all’ interno del pentagramma e del panorama musicale. Altre idee stanno prendendo forma e presto verranno comunicate, ma devono essere valide ed interessanti, non devono servire solo come riempitivo, rischiando così di creare “traffico” e di non rispettare quello che è il piano editoriale di questo blog, come avevamo già spiegato Qui. Non mi resta quindi di augurarvi un anno pieno di ottime degustazioni musicali.

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Wild Is The Wind

Like the leaf clings to the tree,
Oh, my darling, cling to me

Novembre del 1957, esce al cinema un film drammatico per la regia di Geroge Cuckor, interpretato da Anthony Quinn e Anna Magnani. il film, una storia d’amore ambientata in Nevada, riceve molte nominations, tra le quali miglior attore, migliore regista, e migliore colonna sonora; vincerà invece solo il David di Donatello e l’orso d’oro a Berlino nel 1958 per la migliore attrice protagonista e miglior interpretazione femminile conferiti ad Anna Magnani. Tuttavia la cosa che rimarrà nelle radio e nella mente del pubblico, è la canzone che gli fa da colonna sonora, quella “Wild Is The Wind” scritta da Dimitri Tiomkin e Ned Washington ed interpretata da Johnny Mathis, che raggiunse la posizione numero 22 della Billboard Hot 100 ed un enorme successo. Nel corso del tempo, sono stati in molti a volerla reinterpretare, lo hanno fatto George Michael, i Rialto, Nina Simone, Barbra Streisand e David Bowie, la sua è la versione che andremo a raccontare oggi.

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Wigan Casino

Il tempio del Northern Soul

Station Road, Wigan, nord Inghilterra, è il 23 Settembre del 1973, sono le 2.00 del mattino, ed una lunga fila di persone provenienti dal resto del paese è in trepidazione, in attesa che le porte del casino si spalanchino. Sono lì per ballare tutta la notte, con le loro borse con le scarpe e gli abiti di ricambio, ne usciranno solo alle ore 8.00.

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A Hard Day’s Night

Quando un accordo di tre secondi entra nella leggenda

Ci sono nella storia della musica dei brani diventati celebri per i più disparati motivi. Ce li ricordiamo per il particolare assolo di chitarra, per le inarrivabili doti vocali del cantante, per una struttura innovativa ed originale; c’è n’è uno che invece è diventato celeberrimo nella sua totalità, ma che è riconoscibile anche solo dal primo accordo che lo compone, e per i tre secondi della sua durata.

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Libri e dintorni: Scrivere di Musica

«Chi scrive di musica si arroga il diritto di spiegare agli altri cosa stanno sentendo. Non è una faccenda da poco»

Sono tanti i libri che parlano di come si dovrebbe raccontare la musica, testi più o meno lunghi, più o meno tecnici, saggi, storie romanzate, ma pochi riescono a comunicare quel senso di onestà e passione come questo “Scrivere di Musica”

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Timewatching

Composizione sullo scorrere del tempo

Siamo nel 1993, anno denso di uscite discografiche, il Non genere Britpop domina le classiche, ma al suo interno, si fa strada in modo originale, un gruppo che arrangia in modo barocco le proprie canzoni, che proviene dall’ Irlanda del Nord, e che ha un nome retrò e letteralmente importante, The Divine Comedy.

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Vincent

Con un quadro vorrei poter esprimere qualcosa di commovente come una musica

Queste è una frase facente parte delle numerose lettere che Vincent Van Gogh scriveva al fratello Theo nel loro personalissimo modo di comunicare. Questa è del 1888, e 83 anni dopo, un cantautore americano, dopo aver sfogliato un libro sul pittore, resta folgorato da ciò che vede, e dopo averlo osservato a lungo, decide di esprimere in musica, qualcosa di commovente come un quadro.

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What’s Going On

Voglio protestare Berry, contro la guerra, contro la brutalità della polizia, le condizioni sociali.

Inizi anni ‘70, Marvin Gaye è un cantante di successo, bello, famoso, ritenuto un sex symbol, che si adagia comodamente su di una produzione pop- soul innocua, cantando l’ amore e le sue sfumature. Il successo è giunto grazie a pezzi come “Ain’t No Mountain High Enough” in coppia con Tammi Terrel, oppure “I Heard It Through the Grapevine”. Molti sono stati i generi al quale si è interessato, dagli esordi in chiesa con il gospel, alle formazioni Doo-Wop, passando per il Rhythm and blues. Il padre, un pastore della Church Of God, non vedeva di buon occhio gli ammiccamenti sexy e provocanti del figlio, la frivolezza negli atteggiamenti, erano lontanissimi dai propri insegnamenti. Il giovane Marvin dal canto suo, era riuscito a scappare dagli abusi psicologici messi in atto dal padre proprio grazie alle lezioni di piano e percussioni che prendeva saltuariamente, ma che lo tenevano lontano da quella prigione creata in casa.

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Al chiaror di luna

Guzmán Barquín By Unsplash

C’è da sempre stato un legame profondo, morboso, intenso, tra l’ uomo e quella presenza fissa che ci illumina le notti e che determina i cicli della nostra vita, quella presenza romantica e consolatoria, quella luce gialla nel cielo che ci fa alzare lo sguardo per cercarla, per ammirarla, forse per la segreta paura che un giorno non si mostri più contornata di stelle.

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Grendel

La storia di un mostro, di un reietto, di un figlio bastardo di madre natura, la storia dei mostri che si nascondono dietro e che spesso sono dentro di noi, la storia dell’ uomo che vede nel diverso un mostro, ma che ha paura a guardarsi allo specchio per scoprire la sua vera natura, Signore e Signori, Grendel.

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Lacrime da un futuro prossimo: Tears

Siamo nella regione anglofona del Canada, precisamente a Toronto, nel 1976, il freddo inverno è passato, l’ aria si addolcisce, i colori si fanno più accesi. Nel mondo il punk sta prendendo il pieno possesso del mercato musicale e sta influenzando migliaia di giovani in ogni latitudine, la produzione di molti gruppi non è più la stessa; c’è chi cerca di salire in modo goffo sul carro che passa, chi vira in direzione opposta e cerca di dissentire dal genere di dissenso per antonomasia. C’ è poi un gruppo che rimane fedele al proprio credo musicale ma dà vita ad un lavoro incentrato sulla distopia, sul totalitarismo, sposando a grandi linee l’ ideologia reazionaria del momento. Il disco in questione è 2112 e la band canadese sono i Rush.

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The Carnival Is Over: Reminiscenze di un sogno adolescenziale

Ci sono ricordi d’ infanzia erroneamente illuminati dal sole, carichi di luce e di riflessi sui vetri, ricordi mitizzati dal tempo passato. Ci sono ancora ricordi ingratamente resi cupi, opachi, rimembranze di stati d’ animo accordati in tonalità minore.

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RaiStereoNotte: Onde Sonore Notturne

Jonathan Velasquez by Unsplash

C’è stato un momento dove anche in Italia la radio veniva fatta in un certo modo, un modo garbato, non urlato, competente; dove chi stava dietro al microfono era molto consapevole di quello che veniva trasmesso, ed anzi, era magari l’ artefice della scaletta proposta, una radio che nel tempo ha saputo formare migliaia di ascoltatori; tutto questo prima che lo speaker venisse trasformato in una macchietta,

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Rialto, Quando la musica suona al cinema

Come un disco che ha rischiato di non essere pubblicato, si è invece ritagliato uno spazio di non scontata presenza

Ci sono storie strane e bizzarre legate ai gruppi e ai loro dischi, storie su come è nata una canzone, un riff, un testo alquanto particolare, su come si è registrato un determinato suono; sono storie di genesi e gestazione, di lavoro intenso e spasmodico impegno, di dubbi, paure, momenti di eccitazione comune, momenti di solitaria disperazione. Oggi invece raccontiamo la storia di un gruppo formatosi ed in poco tempo già pronto, con dei singoli pubblicati, e del loro disco, che ha rischiato di non vedere mai la luce.

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Podcast e Dintorni: Radio e Torno

Quando la passione, un’ intuizione e la musica si incontrano, può nascere un prodotto unico e di grande valore, dal quale possiamo attingere e calmare così l’ardore di conoscenza

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Immaginate di accendere una mattina la vostra radio e ascoltare lo speaker che vi racconta dell’ uscita del nuovo disco dei Pink Floyd, oppure del disco del mese votato dalla redazione, fin qui niente di strano; la sorpresa è scoprire che l’ultimo uscito è “The Wall” e che “Regatta De Blanc” è il disco mese di settembre, ma del 1979…! Ma come, il calendario indica un giorno di aprile del 2020

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La ninfa della strada stellata

ANDROMEDA HEIGHTS

Inghilterra, 1997.

Siamo a Maggio, piena primavera dell’anno che ha visto gli artisti nati in terra d’Albione dominare le classifiche di tutto il mondo. Vengono dati alle stampe dischi del calibro di “Blur”, “The Fat Of The Land”, “Be Bere Now” e “Urban Hymns”, solo per citare i primi che ci vengono in mente. Il Britpop è ormai la via maestra che porta al successo, ed i suoi interpreti, i nuovi divi da copertina con la faccia giusta ed il background indie ed alternativo. In tutto questo fermento creativo, fucina di hit da classifica, un gruppo poco abituato ai piani alti delle chart, che suona un pop colto che guarda a Bacharach, Spector, Beatles e a tutto il decennio “Sixties”, da alla luce un disco elegante, mai sopra le righe, che parla d’amore in modo ironico ma molto maturo, un disco che non arriverà oltre il numero 7 della UK chart, ma che rimane una perla per la cura della melodia, degli arrangiamenti ed è una sorta di Vademecum su come comporre dei pezzi ben scritti; il disco ha un nome mitico, altisonante, si chiama Andromeda Heights, e loro sono i Prefab Sprout.

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Se al calar del sole apre una cantina

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Mi sono chiesto se nel 2020, all’ alba di un nuovo decennio, ci sia ancora il bisogno, lo spazio e la necessità di un blog sonoro, di suoni e parole, che racconti storie musicali e di musiche che raccontano una storia. Mi sono chiesto se in un mondo dove si scrive e si pubblica in modo impulsivo e si legge in maniera fugace, ci sia ancora spazio per un luogo “slow”, dove la scrittura sia oculata, i temi approfonditi e la lettura rilassata senza l’ansia del prossimo post in arrivo. La risposta guardando quello che ci circonda è che ne servirebbero molti di luoghi del genere; servirebbe creare degli spazi dove il tempo sia dilatato, dove non si soffra l’ansia della pubblicazione compulsiva; io ho pensato di offrirne uno. Vorrei creare una cantina come luogo dove entrare, sedersi e scegliere un argomento che ci interessa per passare del tempo piacevole. Cantina come richiamo a quelli che negli anni passati erano luoghi di divertimento prima e di ritrovo per musicisti poi, la cantina come posto dove gustare un qualcosa che ci piace, prendendoci il tempo necessario, la cantina come luogo di incontro. Qui si parla di musica e di quello che le ruota intorno, si racconterà di Rock, Blues, ArtPop, Progressive, Jazz, Soul e Neoclassica, non disdegnando incursioni in altri generi. Si occuperà di luoghi, di strumenti, di protagonisti e delle loro vite, oltre ovviamente alla musica da loro creata. Non ci saranno recensioni di dischi appena dati alle stampe, si recupereranno invece vecchie cose e si cercherà di raccontarne la loro storia. Ci sarà un solo articolo a settimana per il momento, il venerdì pomeriggio, così da avere del tempo per leggerlo, approfondirlo, ricercare un brano ed ascoltarlo. Un posto dove entrare, passare del tempo, ed uscirne con un buon sapore nelle orecchie. Questo è il mio auspicio. Non mi resta che augurarvi delle buone degustazioni sonore. A presto.