Cronache dal secolo scorso: Luglio- Agosto 1991

By Maddi Bazzocco From Unsplash

Articolo bimestrale questo, dove nonostante le poche uscite discografiche, faremo comunque un resoconto dei dischi pubblicati fino all’ esodo estivo, quando una volta anche il mercato discografico si prendeva una meritata pausa.

Nel secolo scorso, il periodo estivo non era visto principalmente come momento d’oro per sfornare il tormentone di turno, era più un periodo di pausa, o comunque di bassa pubblicazione; se poi il tormentone usciva nessuno se ne lamentava, ma i brani non venivano scientificamente prodotti per quello scopo. C’erano quindi pochi nuovi dischi, e di quelli che uscivano, non tutti erano degni di menzione futura. Analizziamo quindi quello che di nuovo è stato pubblicato nel bimestre Luglio-Agosto 1991.

La prima settimana di Luglio si apre non proprio con i botti, troviamo infatti i Foreigner con il loro “Unusual Heat” disco che non andrà oltre la posizione 56 della UK chart. Il settimo lavoro della band vede alla voce Johnny Edwards al posto dello storico cantante Lou Gramm, questo elemento spiazzante per i fan, insieme ad una rosa di canzoni non proprio memorabili, rende il disco un vero e proprio flop in tutti i sensi, al punto che il nuovo arrivato Edwards, lascerà la band alla fine della promozione.

Va un po’ meglio la settimana successiva, che vede l’ uscita di “Keys of the Kingdom” quattordicesimo lavoro dei “The Moody Blues”. Licenziato a due anni di distanza dal Greatest Hits, vede la collaborazione di Tony Visconti che curerà gli arrangiamenti orchestrali, e la presenza di ottimi singoli come “ Bless The Wings”, Lean On Me”, che lo collocheranno al numero 54 della chart Inglese. Esce poi anche un altro disco di “vecchie” conoscenze, quello degli Psychedelic Furs di Richard Butler, che con il loro sound ormai riconoscibilissimo, pubblicano “ World Outsider”, che grazie a singoli come “Until She Comes” arriveranno ad occupare la prima posizione della Us Modern Rock Tracks Chart.

La terza settimana, si apre con il grande ritorno di Alice Cooper, che con il suo disco “Hey Stoopid”, riscuote un enorme successo sia di critica che di pubblico. Questo nuovo lavoro che arriva a due anni dal precedente “Book Of Days”, si avvale di numerose e prestigiose collaborazioni, da Ozzy Osbourne, a Steve Vai, da Desmond Child a Joe Satriani, fino ad arrivare a Slash e Vinnie Moore. Trascinati dall’ ottimo singolo omonimo e da “Feed My Frankenstein” che vede suonare insieme i due AceMan, Satriani e Vai, si posiziona al numero 47 di Billboard, e addirittura al numero 4 della UK Chart.

E dopo un mese di Luglio, dove nonostante le alte temperature, la nuova musica non è che ci abbia molto scaldato, passiamo ad Agosto, dove insieme al nuovo lavoro dei Living Colour, “Biscuits”, Ep uscito ad un anno da “Time’s Up”, che contiene cover, brani registrati durante le sessioni di lavoro del precedente disco, e brani registrati durante le date live del precedente tour, pubblicazione questa dedicata ai fan più incalliti della band Newyorkese, tanto da avere anche una versione solo per il mercato giapponese, dove a differenza della versione occidentale, vede in scaletta 9 brani. Dicevamo quindi che oltre ai Living Colour, ad Agosto hanno visto la luce due album tra i più importanti, anche se in modo diverso, del decennio. Due dischi che hanno segnato nel primo un caso, una storica svolta stilistica, non risparmiandosi accese critiche, e nel secondo, uno dei primi esempi di quel genere che dominerà le classifiche di inizio ‘90 chiamato Grunge.

Il 12 Agosto quindi, prende posto negli scaffali dei negozi, un disco dal packaging tutto nero, con al lato destro un serpente erto sulle proprie spire, e sulla sinistra in alto il logo Metallica, oscuro, minimale, misterioso, i fan lo chiameranno da subito “Black Album” contrapponendolo al “White” dei Beatles. Vede la produzione di Bob Rock, ed un suono più potente ma anche più asciutto, semplice ed efficace. Brani con dei riff che entrano subito in testa, batteria più basilare che si discosta dallo stile “Rushiano”, pezzi più corti e concisi, testi più maturi, membri della band che suonano tutti insieme in studio per la prima volta. Costa un milione di dollari, ma batte in poco tempo tutti i record di vendite per un disco “Metal”, vende sedici milioni di copie solo negli U.S.A., Singoli? Beh, quanti ne vogliamo, l’ iniziale “Enter Sandman”, “Sad But True” la ballad “Nothing Else Matter”, ma ancora, “Of Wolf And Man”, l’ altra ballad con l’ intro “Morriconiano” “The Unforgiven”, una serie brani dall’ alto standard qualitativo. Sarà tutta e solo gloria? No, infatti i vecchi fan si ribellano e rimangono spiazzati dal nuovo suond della band californiana, sopratutto dalla troppa morbidezza di “Nothing Else Matter”, brano letteralmente odiato e preso di mira dai fan più oltranzisti ed accaniti, salvo poi bruciarsi le dita con l’accendino non appena veniva accennata nella rappresentazione live.

Dal 12, passiamo al 27 di Agosto, data in cui esce “Ten” album di esordio dei Pearl Jam. Un disco a dir poco epocale, un disco che insieme a “Nevermind” dei Nirvana, ha permesso l’ affermasi di quel genere chiamato grunge, un disco che ha venduto solo negli Stati Uniti la bellezza di tredici milioni di copie, che è stato in vetta alle classifiche di mezzo mondo ed ha reso un gruppo di amici con base a Seattle,tra i gruppi più importanti del rock degli anni ‘90. Prodotto da Rick Parashar, e registrato ai London Bridge Studios, in due mesi viene forgiato il suono che farà da faro ad una generazione intera di musicisti ed ascoltatori, i cinque sanno il fatto loro, e danno vita ad una serie di canzoni spaziando dal rock alternativo, inserti hard rock, e necessariamente quella dose di blues che serve a rendere più corpose e rotonde le composizioni. Anche qui i singoli si sprecano, la bellissima “Alive”, passando per “Ocean”, “Even Flow”, “Jeremy” e la stupenda ballad “Black”. Il disco stenta un po’ all’ inizio ad imporsi nel mercato mondiale, ma già a novembre arriva alla posizione numero due della Top Heatseeker, una classifica dedicata agli artisti emergenti figlia della principale Billboard.

Per quello che riguarda il bimestre Luglio-Agosto è tutto, come sempre Qui trovate il link alla playlist di Spotify. Al mese prossimo con le Cronache Dal Secolo Scorso

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