Cronache dal secolo scorso Maggio 1991

Dischi di esordio, graditi ritorni e qualche flop, tutto questo ci aspettava nel Maggio di trent’anni fa.

Ci eravamo lasciati il mese scorso con diverse interessanti novità, su tutte l’ esordio dei Massive Attack, con quello che qualcuno ha definito come il primo grande disco fatto di dischi. In questo mese di Maggio invece di dischi epocali non ne sono usciti, ma comunque è stato interessante per una serie di graditi ritorni.

Iniziamo subito con la prima settimana, che vede l’ uscita del terzo disco solista di Alison Moyet intitolato “Hoodoo”, che esordirà nella posizione numero 11 della chart inglese, lavoro che sarà ben accolto e rilascerà anche singoli di buon riscontro commerciale, su tutti ricordiamo “This House” che arriverà fino alle posizione numero 40, “It won’t be long”, posizione 50 e “Wishing were here”, posizione 72. A quattro anni dal precedente “Raindancing” prosegue con regolarità la carriera della cantante Anglo-Francese.

Nella top ten, fanno il loro ingresso anche i The Fall, con il lavoro numero tredici intitolato “Shift-Work”; la prolifica band inglese licenzia questo disco dopo appena un anno dal precedente “Extricate”. Sempre dal Regno Unito, per la precisione dal Galles, provengono gli Alarm, band di culto tra gli appassionati di New Wave e rock alternativo, il titolo del nuovo lavoro è “Raw”, e si tratta di un disco che non apporta niente in termini qualitativi alla discografia della band, che dopo questo album, si dividerà. Questa ultima “fatica” è stata definita come “il risultato del tetro lavoro di adempiere agli obblighi contrattuali”, L’ unico brano degno di nota, è la cover di un classico di Neil Young “Rockin’ in the free world”

La ricca prima settimana prosegue con un altro graditi ritorno, quello di Joe Jackson, che dopo la raccolta di fine contratto con la A&M, pubblica il suo primo lavoro con la Virgin Records. Questo “Laughter and Lust” risulta essere un lavoro molto arioso, più accessibile dei dischi precedenti. Coadiuvato come sempre dal fido bassista Graham Maby e di altri illustri turnisti di primo livello, il disco come detto è contenitore di sonorità più facili e dirette, tanto da far dichiarare allo storico giornalista musicale Martin C. Strong “che “Laughter & Lust è stato il materiale più diretto e accessibile di Jackson da anni, un gradito diversivo dalla sua costante sperimentazione”. Chiudiamo la prima settimana, con l’ esordio dei Chapterhouse con “Whirpool” opera prima per il quintetto di Reading. In questo album confluiranno tutte le sonorità della famosa scena Indie, in particolar modo il dream pop e lo showgaze. Il disco li porterà fino alla posizione numero 23 della uk chart, ma il colpo lo faranno nella classifica uk chart indipendent, che li vedrà arrivare fino al gradino numero 2, un bel biglietto da visita per i cinque giovani, che non ebbe però grande fortuna in futuro.

La seconda settimana, per una strana legge di compensazione con la prima, risulta essere molto poco ricca di uscite discografiche. Si ricorda il solo disco degli Yes intitolato “Union”. Un disco complesso, turbolento e di riconciliazione, che potremmo definire disco Patchwork tra le due anime della band, che si erano venute a creare dopo lo scisma del cantante Jon Anderson e degli altri membri storici. Dopo un periodo che non ha risparmiato neanche le vie legali, i componenti si riappacificano pubblicando questo lavoro che è un insieme di brani che erano stati preparati dalle due formazioni per i futuri rispettivi lavori. Il disco da par suo, non viene accolto bene nè dalla critica, nè dal pubblico, ma cosa quasi inedita, neanche dagli stessi membri del gruppo, infastiditi da come i brani vennero sovraincisi e completamente stravolti in fase di mixaggio.

Di sicuro interesse la settimana successiva, con l’ingresso in classifica degli Orchestral Manouvres in the Dark, con “ Sugar Tax”, ottavo album in studio per il duo, divenuto poi un “Singolo”, causa scissione dei due membri fondatori. Il disco risente molto delle tendenze musicali del momento, e nonostante sia incentrato sempre sulla musica elettronica, vira molto su atmosfere più dance, spesso con arrangiamenti da rave party. Singoli come “Sailing on the Seven Seas” e “Pandora’s Box” saranno gli unici che troveranno posto in classifica. Ma la cosa più interessante accaduta è di sicuro l’ uscita del disco di esordio dei Mercury Rev “Yerself Is Steam”, primo album in studio per la formazione americana originaria di Buffalo.
Pur non avendo riscosso molto successo dal punto di vista commerciale, è risultato essere un album abbastanza importante per il rock psichedelico e per la scena post rock. Nel disco sono presenti brani anche molti diversi tra loro, a dimostrazione delle diverse sfaccettature che i musicisti propongono in fase di composizione. Si va infatti dalle sonorità quasi noise di “Chasing a Bee” ai suoni più morbidi di “Blue and Black”.

Piccolo ma doveroso inciso, parlavamo in passato dell’ importanza di un album come “Out Of Time” dei R.E.M. Bene, a distanza di due mesi il disco non solo non è mai uscito dalla top ten, ma in queste ultime settimane è risalito fino alla posizione numero 6. Considerando che è stato licenziato a Marzo, dopo due mesi trovarsi ancora tra i primi posti in una classifica, quella inglese, molto poco aperta verso ciò che proviene dagli U.S.A. almeno in quegli anni, la dice lunga sulla caratura dell’ album del gruppo di Athens.

Una stanca quarta settimana vede il ritorno gradito di Elvis Costello, con “Mighty Like A Rose”,
tredicesimo album dell’artista inglese , uscito a due anni di distanza dal precedente “Spike”. Il nuovo lavoro esordisce direttamente al numero 5 della UK chart, purtroppo per i molti fans, nell’ album spiccano pochi brani degni di nota, ci sono infatti tutte le atmosfere eleganti che abbiamo imparato a conoscere, ma niente capace di apportare chissà quali svolte artistiche, un disco molto conservatore, dove fatta eccezione per il singolo “The Other Side of Summer”, brano molto astioso, si tratta infatti di una satira neanche tanto velata, dello stile musicale dei Beach Boys, gli altri brani, per inciso di ottima fattura, scivolano via nella comfort zone che ha creato e nel quale ci ha accolti per anni l’artista Londinese.

L’ultima settimana scivola veloce tra una raccolta di Marc Almond e Soft Cell “ Memorabilia- The single” numero 8 Uk, ed il nuovo lavoro del cantante di Liverpool Black, quello di “Wonderful Life” che con il suo disco omonimo esordisce alla posizione 34 della classifica del regno unito.

Anche questo mese sotto troverete la mia playlist, che potete ascoltare su Spotify, vi aspetto il mese prossimo con la cronaca alla musica del secolo scorso.

Playlist Maggio 1991

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