Wigan Casino

Il tempio del Northern Soul

Station Road, Wigan, nord Inghilterra, è il 23 Settembre del 1973, sono le 2.00 del mattino, ed una lunga fila di persone provenienti dal resto del paese è in trepidazione, in attesa che le porte del casino si spalanchino. Sono lì per ballare tutta la notte, con le loro borse con le scarpe e gli abiti di ricambio, ne usciranno solo alle ore 8.00.

Questo è quello che è accaduto per otto lunghi anni fuori e dentro quella che è stata definita la migliore discoteca del mondo, questo è quello che in molti nel resto del mondo hanno ignorato ma che lo stesso è riuscito ad entrare a far parte della storia ,la storia di un luogo che ha animato le serate di migliaia di persone.

Il wigan casino è stata una discoteca nata nel 1973, in precedenza chiamata Empress, ed ha portato avanti l’eredità di altri storici locali del nord, quali Twisted Wheel, Golden Torch, Chateau Impney, locali dove si andava per ascoltare e ballare i classici o meglio ancora le rarità del Soul americano, dove i ballerini dei dintorni si recavano con il loro tipico abbigliamento e le loro toppe e spille, a testimoniare una militanza di lungo corso. La scena si stava ancora evolvendo, ed oltre ai classici appuntamenti notturni, c’erano locali come il Top Rank, dove c’erano invece eventi diurni. Mike Walker, il manager, e Russ Winstanley il DJ, sono stati i fautori del successo del locale, contattarono Gerry Marshall, che possedeva il contratto di locazione, e così ottennero la licenza per suonare tutta la notte; grazie ed altri collaboratori e DJ strappati ai locali concorrenti crearono una Crew capace di suonare le novità e brani rari provenienti dagli Stati Uniti.

Winstanley grazie a suo zio ed hai contatti con l’etichetta Selcetadisc riuscì ad ottenere una mole impressionante di singoli importati dagli U.S.A. e passava le giornate a catalogare, ascoltare e selezionare i brani adatti alla serata. Adottò una politica molto semplice ed afficace, proponeva le novità, i grandi classici, e quello che rese vincente ricetta, le rarità di metà anni ’60. Tuttavia questo non bastava, e quindi anche gli altri membri del Casino, contribuirono con le loro conoscenze ad arricchire le playlist suonate, e vincere le battaglie con i rivali della Mecca, molto agguerriti e ben riforniti.

Racconta Kev Roberts di come una sua vecchia conoscenza incontrata la prima volta a Nottingham ma di base a Los Angeles, gli procurasse pacchi e pacchi di 45, che il dj faceva recapitare a casa della madre, la quale quasi ignara si vedeva consegnare queste enormi scatole, snobbando l’ importanza del loro contenuto.

Frequentando il locale tra il 1973 e 74 si potevano ascoltare brani come “World Without Sunshine” di Sandra Philips o “I’ll Always Need You” di Dean Courtney. Nel biennio 75-76 artisti quali Bunny Singler e Dana Valery, tutti artisti semi sconosciuti, ma che ebbero una serie di ricerche ed ordini nei negozi specializzati del nord Inghilterra. Tanto per capire l’importanza del movimento Northern Soul, basti pensare che i tifosi di calcio in trasferta in città come Manchester, Wolverhampton, Stoke-on-Trent o Bolton, provenienti dal resto del regno unito, dopo la partita si riversavano nei negozi per fare il proprio rifornimento di dischi da portare a casa, tra questi anche molti dj o gestori di discoteche di luoghi più piccoli, ma comunque forniti della propria scena locale.

Nel corso degli anni il palco del Casino ha visto esibirsi molti artisti dal vivo, artisti che erano in tournée, ed incuriositi del seguito che trovava la musica da loro proposta, non disdegnavano una serata a Wigan.

Il successo del Casino oltre alla sua selezione musicale, si è dovuto anche alla tempistica che ha visto la sua nascita, infatti quando il Golden Torch chiuse, ne prese il posto nelle abitudini dei frequentatori e riprese in primo momento il discorso interrotto dalla precedente esperienza, per poi modificarlo e renderlo più “personale” basti pensare alla “divisa” usata dai ballerini che li distingueva dal resto dei locali, andare al Casino per loro era un atto di fede ed appartenenza.

Si diceva quindi, selezione musicale e spirito di appartenenza, si vero, ma non solo, un’altra componente sconosciuta ai più, è la particolarità di avere un’altra sala oltre a quella principale, si, la Mr M’s, intitolata al proprietario. Qui si potevano ascoltare brani più accessibili rispetto all’ altra sala, ed era un luogo dove si recavano sia, i “Soulie” più accaniti, ma anche i ragazzi mediamente interessati alla musica, alla ricerca di un posto dove passare del tempo, era una sala meno impegnativa, chiudeva alle 6.00 ed ha contribuito a mettere in atto “l’ attacco su due fronti” così ribattezzato da Kev Roberts.

Gli anni passavano, e la scena stava iniziando a cambiare; l’inizio degli anni ’80 poi apportò la spallata decisiva e lo stravolgimento delle sale da ballo fu totale. Sintetizzatori al posto dei fiati, ed una musica che virava sempre più verso un funky col basso in primo piano e suoni più tondi e pieni, bassi accentuati e charleston in levare. Si può dire che la scena aveva ormai raggiunto il suo culmine, e lo spirito era in qualche modo cambiato. Anche il mitico Casino cominciò ad avvertirlo, ma nonostante ciò, complice il famoso tradizionalismo anglosassone, le serate continuavano ad essere lo stesso molto partecipate e si chiudevano sempre con le tradizionali ” The Three Before Eight”, i tre pezzi di Tobi Legend, Jimmy Radcliffe e Dean Parrish, perché’ le abitudini sono dure a morire.

A mettere la parola fine a questa incredibile parabola fatta di partecipazione e sudore versato in pista ci pensò il comune di Wigan, infatti con una lettera a Walker, comunicò che il Wigan Council aveva bisogno dell’edificio per una operazione di riqualificazione dell’intera zona. Il 19 Settembre del 1981 quindi, si suonò l’ultima “all-night” con circa 2000 persone in sala ed un’energia in pista mai vista, la famosa sequenza delle “Three Before Eight” venne suonata per tre volte di fila, con la gente che non accennava a volersene andare, a quel punto, per rompere la tradizione, Winstanley prese un disco a caso e lo suonò, l’ultimo brano mai suonato al Wigan Casino fu quindi ” Do I Love You (Indeed I Do)” di Frank Wilson, che mise fine ad otto anni di musica e cerimonie laiche consumate su una pista da ballo.

Ora se vi capita di passare per Station Road, trovate un bel centro commerciale con tanto di elegante targa celebrativa ed un bar chiamato Casino Cafè, a rendere omaggio a ciò che fu.

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